LE VILLE
VILLA DI ARCENO
Castelnuovo Berardenga

Già a partire dal 1024 si trova menzione dell’antico insediamento di Arceno, proprio nel Cartulario della Berardenga: “in villa e districto de Arceno”.
Inizialmente la Villa fu proprietà della famiglia Del Taja, poi passata a quella Piccolomini Clementini, periodo in cui fu costruito un bellissimo giardino romantico all’inglese progettato da Agostino Fantastici. Come per altri giardini, anche in quello di Villa Arceno si trovano interessanti soluzioni di ingegneria idraulica con finalità sia pratiche (come l’irrigazione), sia estetiche (fontane, laghetti, ninfei). Il lago artificiale che si trova nel giardino della proprietà è alimentato dalle acque del fiume Ombrone per tracimazioni successive attraverso quattro laghetti.
Inoltre, un tempo si potevano notare gli edifici del porticciolo, la casa delle barche posta al limite del lago, la grande voliera e il tempietto neoclassico con la statua di Pandora. Si tratta di elementi ancora perfettamente riconoscibili e da qualche tempo oggetto di interventi di restauro.
La villa, a pianta rettangolare, è sviluppata su tre piani e conclusa da una copertura a padiglione al centro della quale si eleva la torre colombaia.
Al piano nobile dell’edificio si trova un ampio salone sul quale aprono le porte delle varie stanze. L’ultimo piano, all’epoca riservato alla servitù, è raggiungibile mediante una scala a chiocciola in pietra, che mette in comunicazione tutti i piani e termina con un lucernaio cilindrico. Sotto la villa si snoda un piano sotterraneo (il più antico) collegato ai fabbricati annessi dove sono ubicate le cantine. L’intero complesso è stato oggetto di un intervento di restauro che ha permesso dopo molti anni di abbandono il recupero della sua funzione come centro amministrativo della vasta tenuta vinicola.
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